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Articolo 18/08/2013

RIVESTITI DI SOLE


La festa liturgica che segna la metà del mese, che popolarmente viene detta Ferragosto ed invece si denomina Assunzione di Maria, porta in sé una incisività che vuole imprimersi non in un momento transitorio, in un singolo giorno dell'anno, ma nella radicalità della nostra esistenza. Nel II secolo Ireneo di Lione affermava che Dio si era fatto uomo perché l'uomo potesse diventare Dio, potesse, cioè, acquisire una vita che ormai supera i confini del tempo e della storia ed è libera dal male e dalla morte. Si tratta dell'assunzione della divinità da parte dell'umanità, proprio quando Maria ha accolto il Figlio che diventava bambino in lei.
Il corpo della donna, infatti, che aveva accolto il Verbo, Dio fatto uomo, non poteva non assumere la stessa natura del Risorto, non poteva rimanere entro il limite della morte. La Donna vestita di Sole ne squarcia le tenebre e le infrange. Portata da Gesù nel regno della luce Maria non vi rimane abbagliata e inerte, ma, proprio perché investita dalla Bellezza del mistero, vuole che questo mistero raggiunga ed abbracci ogni persona: per questo è totalmente rivolta alla nostra storia, a quelle vicende che si intessono ogni giorno e costituiscono il nostro cammino personale e comunitario verso Dio.
Tutto il mondo ne viene investito, perché proprio lei, la Donna vestita di Sole, investe con la sua preghiera l'inferno e ce ne libera, aprendo la possibilità di una salvezza universale. Maria, ci insegna la Chiesa, non ha avuto una morte travagliata, ma è transitata in un sonno pacifico come chi, sicuro nella fede nel Risorto, può abbandonarsi ed entrare nella pace, prima di tutti noi ma con tutto noi stessi, corpo ed anima. Le leggende fioriscono ma esprimono, nella loro saggezza popolare, alcune intuizioni che dicono semplicemente una ricchezza di legami che non si possono interrompere: gli apostoli accorrono dolenti, me è lei a consolarli per il distacco, prega per la pace del mondo e si lascia trasportare dalla forza di Cristo Risorto.
L'Assunta, quindi, giorno di festa e di gioia, non di pianto e di lutto perché Maria raggiunge il Figlio e non si abbandona alla tenebra. Riaffiorano le parole del grande poeta Boris Pasternak: "Da questo momento l'avvenimento della morte terrena non è più motivo di preoccupazione per l'uomo. Egli è stato redento dal sangue di Cristo, la sua vita è cambiata non perché lo ha raggiunto improvvisamente un incantesimo divino ma perché in lui è stato fissato un nuovo principio. Non c'è nulla di cui preoccuparsi. La morte non esiste. La morte non riguarda noi (…). Non vi sarà morte, dice Giovanni Evangelista…perché il passato è ormai trascorso. Quasi come dire: non vi sarà morte, perché questo è già stato visto, è vecchio e ha stancato, e ora occorre qualcosa di nuovo e il nuovo è la vita eterna".
Maria nel mistero della sua Assunzione, dona questa nuova certezza e questa nuova dimensione, la Sorella di tutti noi ha cancellato ogni preoccupazione e possiamo pensarci rivestiti di quel Sole che non tramonta mai.

mons. Gilberto Donnini




















































































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