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Articolo 12/05/2013

RITORNA CAROSELLO


È ritornato Carosello, il "mitico" programma della Rai, pensionato nel 1977, che ha segnato un'epoca e ancora oggi viene ricordato da ex bambini e da genitori magari diventati nonni.
Una volta si andava a letto e si rideva, in quelle case dove ormai il televisore aveva trovato un posto stabile nel soggiorno buono, davanti ai filmati, per lo più comici, con attori importanti che pubblicizzavano di volta in volta il Cynar piuttosto che lo strabiliante detersivo Ava ("come lava") o facevano sognare atmosfere misteriose intorno ad un bicchiere di Vecchia Romagna. E poi c'erano i cartoni animati: dieci minuti attesi ed imperdibili.
Si potrebbero mettere in fila tanti ricordi, di prodotti e di personaggi, con attori importanti alla ribalta che forse "cedevano" al prodotto un po' della loro popolarità, o forse ne traevano beneficio. C'erano anche fior di registi che si cimentavano col filmato pubblicitario, costruivano vere e proprie storie (non solo spot), tormentoni capaci di attirare attenzioni e scatenare emozioni.
Carosello era un po' tutto questo: soprattutto, arrivando dopo il telegiornale, era un punto di riferimento preciso, segnava l'inesorabile spartiacque tra adulti e bambini che, per il Carosello potevano sedere accanto ai più grandi, e che "dopo il Carosello" potevano/dovevano andare a nanna.
Il nuovo contenitore - versione rifatta ("reloaded") del vecchio format, ma anche con la stessa sigla - iniziato nella scorsa settimana, e viene mandato in onda su Rai Uno nel "prime time", ed è composto da filmati, per lo più di un minuto: il risultato atteso è probabilmente quello di fare cassa con la raccolta pubblicitaria nel momento di maggiore ascolto e il traino di un marchio che scatena curiosità.
È facile anche immaginare che il ritorno di "Carosello reloaded" possa suscitare più di una nostalgia. Subito infranta, però, dal pensiero realista e dalla consapevolezza un po' amara che il passato non può tornare. Che la televisione di oggi e quella di allora hanno ben poco in comune e, soprattutto, che sono molto diverse le società e le famiglie nelle quali entrava una volta - ed entra ora - l'allegra musichetta della pubblicità. Pubblicità alla quale siamo ormai abituati con linguaggi e forza persuasiva ben diversi che nel passato, attraverso un mezzo - la televisione - che non solo si è allargata in salotto, ma oggi domina spesso tutte le stanze e i momenti della vita di famiglia (pranzo e cena compresi) con un'offerta debordante.
Forse la riproposta della tv del Carosello, che alla fine risultava un momento in cui grandi e più piccoli si ritrovavano insieme, può far riflettere sui nuovi tempi delle famiglie e, insieme, sulla necessità di trovare, ancora oggi, dieci minuti da condividere. Meglio se non (solo) davanti alla pubblicità.

mons. Gilberto Donnini




















































































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