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Articolo 03/02/2013

UNO DI NOI


"Via di realizzazione del bene comune e della pace è anzitutto il rispetto della vita umana considerata nella molteplicità dei suoi aspetti, a cominciare dal suo concepimento, nel suo svilupparsi, e sino alla fine naturale". Sono parole di Benedetto XVI nel messaggio per la giornata mondiale della pace di quest'anno. Veri operatori di pace sono, secondo il Papa, coloro che amano, difendono e promuovono la vita umana in tutte le sue dimensioni: personale, comunitaria e trascendente. La vita in pienezza è il vertice della pace: "Chi vuole la pace non può tollerare attentati e delitti contro la vita": così sostenere la liberalizzazione dell'aborto o approvare qualsiasi distruzione dell'embrione appare come un vero attentato alla pace.
Le parole della Chiesa non cadono nel deserto: recentemente alcuni cittadini europei particolarmente sensibili al tema della tutela della vita hanno lanciato l'iniziativa "Uno di noi" a favore dell'embrione umano, allo scopo di sostenere il riconoscimento dell'uguale dignità dell'uomo, quando si trovi all'inizio del suo sviluppo biologico o quando sia prossimo alla morte naturale. L'iniziativa si concretizza nella raccolta di almeno un milione di firme per far intervenire il legislatore europeo e assicurare "protezione giuridica della dignità, del diritto alla vita e dell'integrità di ogni essere umano fin dal suo concepimento". Iniziativa che, domenica 10 febbraio, si realizzerà anche nella nostra città.
Gran parte del dibattito, in questi ultimi anni, si è concentrato attorno alla realtà dell'embrione umano, sia che venga considerato in se stesso oppure in relazione all'agire degli altri esseri umani nei suoi confronti.
Diventa perciò necessario affrontare un quesito di fondo: chi o cosa è l'embrione umano? Risposta adeguata, almeno in prima battuta, è quella che proviene dalla scienza che consente di conoscere in dettaglio i diversi processi attraverso i quali un nuovo essere umano inizia la sua esistenza. Le più recenti osservazioni scientifiche attestano che l'embrione umano anche nella fase che precede l'impianto, è un essere della specie umana, individuale, che possiede in sé la finalità di svilupparsi in quanto persona umana e, insieme, la capacità di operare questo sviluppo.
Ma, andando più in là, i dati della scienza permettono alla filosofia di affermare che l'embrione possiede già l'essere persona che è proprio di ogni appartenente alla natura umana. In questo senso, sembra non esserci alcun contrasto tra le conclusioni scientifiche e l'antica opinione dell'animazione immediata dell'essere umano che viene all'esistenza: la fecondazione non è solo un fatto biologico e neanche semplicemente un fatto umano, prende il carattere di un evento religioso, perché continua la creazione dell'uomo a immagine e somiglianza di Dio.
Questa dimensione religiosa dell'essere umano che lentamente prende forma, non può essere trascurata. Parlando ai partecipanti dell'assemblea generale della Pontificia Accademia per la vita il 27 febbraio 2006, Benedetto XVI ricordava una debolezza, ma anche una potenzialità del nostro tempo. Nonostante progredite conoscenze, "per l'intelligenza umana sembra sia diventato troppo arduo rendersi conto che, guardando il creato, ci si incontra con l'impronta del Creatore".

mons. Gilberto Donnini