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Articolo 21/10/2012
Per essere moderna ed efficace, la nuova evangelizzazione deve ripartire da Gerusalemme, dalla Terra Santa, memoria collettiva e vivente della storia di Gesù: si è parlato anche di questo nei lavori del Sinodo dei Vescovi in corso a Roma. A sottolineare l'importanza dei pellegrinaggi in Terra Santa come occasione per rafforzare la fede è stato mons. Fouad Twal, Patriarca di Gerusalemme dei Latini e Presidente della Conferenza dei Vescovi latini delle regioni arabiche.
"Il pellegrinaggio ai luoghi santi e alle 'pietre vive' è un mezzo eccellente per ravvivare la nostra fede e quella del pellegrino, conoscendo meglio il quadro culturale, storico e geografico dove sono nati i misteri in cui crediamo, occasione di incontro personale e incarnato con la persona di Gesù".
Per il Patriarca, la visita ai luoghi santi, "dovutamente preparata e guidata dalla lettura della Parola di Dio" e l'incontro con la comunità "possono fortificare i credenti di poca fede e far rinascere la fede in chi era morta".
Soprattutto "in questo tempo in cui i luoghi santi vengono talvolta offesi ed aggrediti, la presenza dei pellegrini è una vera testimonianza di fede e di comunione con la nostra Chiesa del Calvario. Abbiamo bisogno di voi, delle vostre preghiere e della vostra solidarietà. Là dove gli apostoli hanno gridato a Gesù 'accresci la nostra fede', venite anche voi, carissimi confratelli vescovi con i vostri sacerdoti, seminaristi e comunità, a chiedere al Signore la fede e la pace che ci manca", è stato l'appello di mons. Twal.
Un appello che un gruppo di varesini aveva - per così dire - già accolto in anticipo: infatti una cinquantina di persone si sono recate settimana scorsa in Terrasanta, proprio per iniziare lì l'anno della fede e "rinfrescare" la loro memoria dei luoghi santi.
Durante il viaggio abbiamo incontrato moltissime persone: tanti pellegrini provenienti soprattutto dai paesi dell'Est europeo che, probabilmente, solo ora sono in grado di recarsi a pregare sui luoghi di Gesù, con code - ad esempio - di più di un'ora per poter trascorrere solo pochi secondi all'interno del Santo Sepolcro, ma anche con molti "turisti". Gente cioè, non particolarmente interessata al fatto religioso ma soltanto curiosa: magari imbarcati su navi da crociera che si fermano nel porto di Haifa consentendo a centinaia di pullman di portare i curiosi a "dare un'occhiata" alla Terra Santa.
Ma, per concludere e ritornare alle parole del Patriarca Twal: "Ritengo urgente - ha affermato - la necessità che la nostra fede sia uno stile di vita che avvicina agli altri. Dobbiamo cambiare una mentalità negativa, che vede nella fede l'appartenenza a una fazione sociologica che spinge alla militanza e alla violenza. La vera fede aiuta a sentirci più figli di Dio e quindi più fratelli verso gli altri, anche a costo della croce e del sangue".
Ecco perché "la nuova evangelizzazione per essere moderna ed efficace deve ripartire da Gerusalemme, ripartire dalla prima comunità cristiana ancorata alla persona di Cristo, avendo una causa per la quale era disposta ad affrontare ogni sacrificio e il dono della vita stessa".
mons. Gilberto Donnini