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Articolo 16/09/2012

CON TREPIDAZIONE


Sta ricominciando la scuola: prima in alcune Regioni, poi nelle altre, allievi delle primarie e delle superiori tornano in classe per cominciare quella che, in fondo, si propone ogni volta come una straordinaria avventura. La campanella delle lezioni - per alcuni la prima, per altri ormai un rito ben conosciuto - apre un mondo nel quale per mesi si avvicenderanno bambini, ragazzi, adulti. Persone e relazioni che lasceranno il segno, nel bene e nel male, come è facile constatare guardando all'esperienza di ciascuno.
E proprio l'importanza di questa esperienza fa guardare con una certa trepidazione al suo nuovo inizio, ogni anno. La trepidazione degli allievi, unita a quella predisposizione, spesso entusiasta, al nuovo e all'incontro, al futuro che solitamente caratterizza il vissuto di ragazzi e ragazze, piccoli e grandi. È una condizione per incamminarsi insieme ed è una risorsa indispensabile da giocare proprio nella scuola, dove piano piano le esperienze guidate aiutano a diventare grandi e a misurare la realtà e se stessi., scoprendone i confini e i limiti, da accostare alle potenzialità.
C'è, poi, la trepidazione degli adulti, genitori ed insegnanti, che nella scuola mettono in gioco se stessi. I primi, i genitori, accompagnando soprattutto i più piccoli, "affidandoli" ad altri, con la preoccupazione che si può avere quando si capisce di lasciare un ambiente protetto per un altro più esposto ai venti, la preoccupazione di misurare anche se stessi e la propria capacità educativa nelle dialettica inevitabile con altri adulti significativi e con altre famiglie.
La trepidazione degli insegnanti è forse quella a cui si pensa meno. Eppure proprio i docenti, dalle primissime classi in poi, sentono probabilmente in modo più consapevole la straordinaria posta in gioco nell'attività scolastica, la responsabilità richiesta dal compito - pur molto diversificato - di "accompagnamento" dei propri allievi. Fuori dai luoghi comuni poco lusinghieri sul lavoro scolastico, sono tanti, tantissimi gli insegnanti (e in generale chi opera nelle scuole ) che continuano ad interpretare il proprio ruolo con curata professionalità e dedizione, talora in condizioni operative davvero al limite.
E qui vengono da fare considerazioni più prosaiche su un inizio di anno scolastico che presenta, come è consuetudine, più problemi che certezze: dalla copertura delle cattedre e dei posti di dirigente, alla cronica mancanza di risorse per le manutenzioni, l'edilizia e gli investimenti. Una lista di guai che si conoscono bene e che sembrerebbero inguaribili.
Durante l'estate la scuola è stata spesso al centro dell'attenzione: molte dichiarazioni e prese di posizione del Ministero che vorrebbe porre le condizioni per un sistema rinnovato e migliore. Un sistema che ha bisogno, certo, di buone intenzioni, ma in particolare di investimenti economici e di fiducia, anche (e forse soprattutto) in questo tempo di crisi globale che mette a dura prova l'intera società.

mons. Gilberto Donnini