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Articolo 15/07/2012

UNA BOLLA DI SAPONE


A più di quattro anni dall'indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Varese nei confronti dei legali rappresentanti dell'Associazione S. Vincenzo e della "Cooperativa Ozanam"e di alcuni esponenti della Cooperativa "Querce di Mamre" e di "Casa Solidale onlus" - due associazioni legate alla Caritas e da essa sostenute e che, uniche sul territorio della Provincia di Varese, si occupano della gestione dei cittadini extracomunitari che hanno chiesto il riconoscimento dello status di rifugiato e asilo politico allo Stato italiano - finalmente il Giudice per le Udienze Preliminari del Tribunale di Varese ha emesso la sua sentenza: non luogo a procedere per non aver commesso il fatto.
Finora ci eravamo astenuti da qualsiasi genere di intervento per non sembrare di voler intralciare una valutazione serena ed equilibrata dei fatti da parte degli organi di Polizia e della Magistratura nella quale, peraltro abbiamo sempre nutrito grande fiducia. A parte il lungo tempo trascorso (tenendo conto che nella vicenda erano implicate delle persone in uno stato di "sospensione" nell'ansia e nell'incertezza) accogliamo questo esito con grande soddisfazione.
Sia, appunto e prima di tutto, per le persone coinvolte che vediamo liberate dal qualsiasi sospetto, sia perché con questo vediamo riconosciuta l'assoluta correttezza di queste associazioni nello svolgimento del difficile compito (talvolta complicato anche da norme non sempre chiare ed univoche) di aiutare e sostenere cittadini stranieri che altrimenti si sarebbero trovati abbandonati a se stessi, costretti a mantenersi in modo illegale o tornare ai paesi di origine a rischio di gravi persecuzioni o addirittura in pericolo di vita.
Accogliamo dunque con soddisfazione questa conclusione che non dà adito a dubbi anche perché essa non induce in qualcuno la tentazione di qualche "cattivo pensiero". Infatti, questa decisione della Magistratura, presa dopo aver attentamente e a lungo vagliato tutti gli indizi, conferma ciò che gli esponenti di "Querce di Mamre", "Casa Solidale onlus" e la Caritas hanno da subito sostenuto con forza: l'assoluta trasparenza e assenza di ogni profitto nello svolgimento dell'attività di accoglienza e aiuto ai cittadini stranieri richiedenti asilo politico, spinti soltanto, nel loro agire da un atteggiamento di concreta carità nei confronti di chi è nel bisogno, come ci è stato insegnato dal Signore Gesù Cristo.
A nome di tutta la comunità cristiana esprimo i miei ringraziamenti a tutti coloro che hanno lavorato e lavorano in queste strutture ed esprimo l'augurio che questa vicenda stimoli tutti ad impegnarsi ancora di più in una attività che mostra il vero volto, quello accogliente, della nostra gente.

mons. Gilberto Donnini