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Articolo 08/07/2012

SPORT: PERCHÉ VINCANO I VALORI


"Sappiamo che sono possibili tanti modi di concepire, organizzare e vivere la pratica sportiva. A noi interessa uno sport per l'uomo aperto all'Assoluto, uno sport che sappia educare ai fondamenti etici della vita e consideri la persona nella sua dimensione unitaria: corpo, anima e spirito". Questo è il primo punto del "Manifesto dello sport educativo" elaborato dall'Ufficio nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della Conferenza Episcopale Italiana in collaborazione con il "Laboratorio di comunione tra le associazioni sportive di ispirazione cristiana".
Lo sport promosso dal "Manifesto" deve essere un mezzo per "affrontare la sfida educativa agendo per il raggiungimento di valori, capacità personali, bagagli esperienziali, tradizioni culturali, sensibilità spirituali che sono la storia e il presente delle nostre associazioni" e non "asservito alle logiche del mercato e della finanza, basato sull'arroganza dei cattivi maestri, sulla selezione dei più forti a scapito di uno sport per tutti, sull'illegalità, sull'uso di sostanze dopanti e che propone modelli e stili di vita centrati sull'egoismo, l'individualismo e il consumismo".
I firmatari del testo - 12 tra enti e associazioni - si riconoscono "nelle parole del Beato Giovanni Paolo II", per il quale "la pratica sportiva può favorire l'affermarsi nei giovani di valori importanti quali la lealtà, la perseveranza, l'amicizia, la condivisione, la solidarietà". "L'attività sportiva - afferma il "Manifesto" riprendendo le parole di Benedetto XVI - rientra tra i mezzi che concorrono allo sviluppo armonico della persona e al suo perfezionamento morale", e pertanto si configura come "una grande risorsa educativa a disposizione della persona umana e della collettività".
"Lo sport - si legge in una citazione di Pio XII - è un bene educativo di cui nessun ragazzo dovrebbe fare a meno" e milioni di ragazzi "sono cresciuti e sono diventati adulti e bravi cittadini giocando e praticando" attività sportive. Alla luce di queste riflessioni, serve "una rigorosa formazione degli educatori", appare "necessario" promuovere "una rigenerazione della cultura sportiva" in grado di restituirle "la sua funzione educativa, ludica, ricreativa" e "la sua dignità culturale e civile".
Lo scopo è "risvegliare" negli operatori sportivi "l'intenzionalità educativa" mediante "un modello pedagogico" attento "ai segni dei tempi" che metta "la persona al di sopra dell'organizzazione, al di sopra dello spettacolo e al di sopra dei trofei". Nella convinzione che l'educazione abbia bisogno di "un modello operativo capace di rendere chiara, definita e riconoscibile la relazione tra i diversi soggetti" avendo come obiettivo "la crescita integrale della persona", viene auspicato che "gli spazi sportivi" si trasformino "in luoghi educativi" e "soprattutto, luoghi simbolici" e "di azione pedagogica, spazi di integrazione, in cui è possibile relazionarsi con gli altri e con il proprio territorio".

mons. Gilberto Donnini