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Articolo 08/01/2012

I TRE DONI


Oro, incenso e mirra: sono i doni dei Re Magi al piccolo Gesù. Così ci ha ricordato il Vangelo nella Solennità dell'Epifania.
Tradizionalmente, l'oro indica la regalità di Gesù, l'incenso la dimensione sacerdotale, la mirra - usata nelle sepolture - anticipa il mistero della morte e resurrezione. Ma oro, incenso e mirra possono aiutare a riflettere sui bisogni dell'oggi, sui "doni" da chiedere per la nostra società, all'inizio di un nuovo anno che si annuncia tra molte difficoltà, ma che cerca anche luci di speranza.
Abbiamo bisogno di oro, che è anche il simbolo del benessere, delle risorse. È facile l'associazione tra l'oro e il denaro, così desiderato in questo tempo di crisi. In realtà, la risorsa dell'oro è più profonda: oro è fiducia, impegno personale, sguardo positivo sul futuro. Lo sguardo dritto, quello del re, ma anche quello dei giovani , pieni di entusiasmo. Viene alla mente un canto scout che associa il colore dell'oro fino, alla gioia che brilla nell'occhio di ogni "fratellino". Per il 2012 potremmo chiedere questo oro, che è condizione per affrontare con fiducia e serietà le sfide impegnative di questo momento.
I Magi hanno portato anche l'incenso: si sente il profumo del sacro. L'incenso richiama il mondo religioso, la preghiera. E sembra fuori del tempo oggi, in una società dove l'individuo è considerato fine a se stesso una società nella quale le religioni vengono tirate in ballo in occasione di attentati terroristici come pedine per conquistare potere a livello mondiale e sono meno considerate come elementi della vita personale, peraltro capaci di influenzare i comportamenti e la vita.
Ebbene, c'è bisogno ancora oggi delle religioni e della religiosità: resta prezioso il rimando ad un "Altro" al quale l'umanità e il mondo possono riferirsi. É prezioso a livello personale e comunitario - e lo è per tutti, credenti e non credenti - come un invito a mettere in discussione se stessi e le prospettive di una umanità che non di rado si rivelano disumane.
La mirra è forse il dono più inquietante: si usava per i morti e oggi la morte viene rimossa - paradossalmente - anche attraverso la sua sovraesposizione: ne abbiamo gli occhi così pieni da non vederla più, da banalizzarla così da risultarne quasi indifferenti. La mirra rimanda alla cura, ad una attività "inutile", come quella dell'unzione dei corpi dei defunti. Ebbene, oggi è necessario un richiamo alla cura e alla compassione, alla condivisione di una realtà che accomuna ogni persona.
Il problema è quello di avvertire che siamo tutti fratelli, la possibilità di condividere le sofferenze degli altri, il rapporto che esiste tra quello che accade vicino e lontano da noi, la responsabilità personale e collettiva.. Di più, il primato di ogni persona umana rispetto ad ogni altra cosa (il successo, le ricchezze, il benessere individuale).
Oro, incenso e mirra. I doni dei Magi aprono una finestra interessante sul mondo di oggi: una provocazione da raccogliere.

mons. Gilberto Donnini