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Articolo 01/01/2012

UNA "MOVIDA" ESIGENTE


Vegliare di notte richiede fatica ed impegno, può subentrare la noia e c'è il rischio del sonno. Ma se si veglia in attesa che il nuovo giorno possa risolvere una situazione, possa intonare diversamente la giornata, allora la prima luce dilata lo spirito e dà forza per andare avanti.
I giovani di oggi conoscono nottate di veglia ma troppo spesso le confondono con l'agitazione, il chiasso, il rumore. Benedetto XVI, nel messaggio per la Giornata mondiale della pace 2012, si rivolge a tutti i giovani, perché il nostro domani è nelle loro mani: chiede una "movida" notturna diversa, che non sprechi il vigore giovanile passando da un locale all'altro, da una folla anonima che si dimena ad un'altra che si agita arrivando al mattino distrutti. La "movida" del Papa è esigente, l'unica che, calata un'altra volta la notte, non deluderà e porta sogni lieti, non incubi pesanti.
La prima mossa è affidata agli adulti che devono infondere nei giovani "l'apprezzamento per il valore positivo della vita, suscitando in essi il desiderio di spenderla al servizio del Bene". Non si tratta solo di parole, ma di una testimonianza diretta, che dia quell'impulso per cui il giovane possa guardare all'adulto e perfino a chi si sta spegnendo, dicendosi: "Questa sì che è stata una vita", perché "il testimone è colui che vive per primo il cammino che propone".
L'educazione è progetto di testimoni vivi, di sentinelle che avvertono i problemi, che sanno creare quel contatto tra persone che diventa anello della "movida" vera, sobria, non distruttiva, quella che può incontrare lo sguardo dell'altro e vi sa cogliere la domanda più profonda: io chi sono? Cosa faccio in questa società alla deriva? E può proporre non un teorema astratto, ma offrire se stesso "come luogo di coesione e di ascolto, in cui il giovane si senta valorizzato nelle proprie potenzialità e ricchezze interiori, e impari ad apprezzare i fratelli".
Una seconda mossa riguarda i mezzi di comunicazione: "Nell'odierna società, i mezzi di comunicazione di massa hanno un ruolo particolare": indubbiamente quello informativo, ma se si arrestano qui, diventano una valanga inarrestabile che travolge, mentre il loro compito è di "formare lo spirito dei destinatari". La "movida" diventa elettronica, non conosce frontiere, supera barriere di lingua e di cultura, ma sa veramente rispondere alla domanda : "chi è l'uomo"?
Potrebbe farlo se conoscesse la terza mossa: "L'uomo è un essere che porta nel cuore una sete di infinito, una sete di verità - non parziale, ma capace di spiegare il senso della vita - perché è stato creato ad immagine e somiglianza di Dio". Tutto si concentra nel grande gioco della libertà fra Colui che interpella i giovani che Gli rispondono: "Solo nella relazione con Dio l'uomo comprende anche il significato della propria libertà".
Non vuote parole, quindi, ma atteggiamenti di fondo che fanno scattare "la fiducia reciproca, la capacità di tessere un dialogo costruttivo, la possibilità del perdono, che tante volte si vorrebbe ottenere ma che si fa fatica a concedere, la carità reciproca, la compassione nei confronti dei più deboli, come pure la disponibilità al sacrificio". Ecco la "movida" che il Papa auspica per il nuovo anno.

mons. Gilberto Donnini