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Articolo 20/11/2011
Come tutti gli anni, in questo periodo e in vista delle prossime iscrizioni scolastiche, la presidenza della Conferenza Episcopale Italiana propone un messaggio che insiste in particolare sull'importanza e l'opportunità di scegliere l'insegnamento della religione cattolica (irc).
Non è un appuntamento solo formale ma piuttosto, ogni anno, risulta l'occasione per ricordare il significato di una proposta educativa che si colloca validamente nella scuola di tutti e che si misura sulle esigenze che emergono dalla scuola, dagli allievi e dalle famiglie. Così se è vero che per l'irc si tratta di una materia definita dal Concordato del 1984 e dalle norme conseguenti, nello stesso tempo è altrettanto vero che in questi anni non ha mai cessato di rinnovarsi, cercando di stare al passo non solo con le trasformazioni scolastiche, ma innanzitutto con lo "spirito del tempo". E il messaggio può sottolineare con ragione che attraverso l'irc passa l'impegno "a fare della scuola uno spazio educativo autentico per le nuove generazioni, un luogo di formazione alla pacifica convivenza tra i popoli e di confronto rispettoso, sotto la guida di veri maestri e di convinti educatori".
In questi anni, nei quali la scuola è stata attraversata da riforme e rapidi cambiamenti non sempre coerenti, l'irc e i suoi insegnanti non si sono limitati a "navigare" in un mare mosso, badando a restare a galla. Hanno tracciato, piuttosto, precise rotte educative, sia con la riflessione continua sulla materia scolastica, sia con la formazione permanente degli insegnanti, a livello nazionale e locale. In particolare la riflessione sul compito educativo scolastico, sul "contributo originale e specifico" dell'irc è stata - ed è tuttora - al centro dell'attenzione, misurandosi con le esigenze, via via sempre più forti, del confronto con la dimensione storica del dialogo interreligioso e interculturale e della collaborazione educativa con tutti.
Sforzi, sostenuti da passione, convinzione e anche dall'apprezzamento mostrato dalle famiglie e dagli studenti italiani che continuano a scegliere l'irc in maniera maggioritaria, nonostante i vari problemi che si intrecciano sul tema delle scelte - ad esempio, le difficoltà delle scuole secondarie superiori all'alternativa inesistente - e che pongono questioni a tutta la scuola e non solo all'irc. In questo scenario, come scrive la presidenza CEI, "nel cuore di una formazione istituzionalizzata come quella della scuola, in continuità con la famiglia e in preparazione alla vita sociale e professionale", l'irc proposto a tutti e nella scuola di tutti, resta "un valore aggiunto a cui vi invitiamo a guardare con fiducia, qualunque sia il vostro credo e la vostra estrazione culturale".
Ha ragioni storiche e valenza educativa, per questo "è di fatto capace di proporsi come significativa risorsa di orientamento per tutti e di intercettare il radicale bisogno di apertura a dimensioni che vanno oltre i limiti dell'esperienza puramente materiale".
mons. Gilberto Donnini