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Articolo 06/11/2011

UN AMICO


Nella notte tra l'1 e il 2 novembre mons. Riccardo Pezzoni, per 16 anni Prevosto di Varese, ha terminato il suo cammino terreno, travagliato negli ultimi tempi dalla malattia, ed è stato accolto nella casa del Padre. Non sembra senza significato che questo passaggio sia avvenuto tra la festa di tutti i Santi e la commemorazione dei fedeli defunti: anche in questo, come in tanti anni di ministero celebrando l'Eucaristia, si è unito in maniera particolare al mistero pasquale di Cristo.
Su mons. Pezzoni sono state dette e scritte molte cose in questi giorni, tutte belle e condivisibili: tuttavia, avendolo conosciuto e frequentato nel periodo che lui ha passato a Varese, non sembra giusto passare sotto silenzio la morte di una persona che ha comunque segnato la storia della nostra città.
Un primo elemento che emerge immediatamente - peraltro ampiamente sottolineato - è l'attenzione che ha avuto verso i deboli e gli emarginati, frutto di una lunga attività presso la Sacra Famiglia di Cesano Boscone, l'ospedale di Limbiate come assistente provinciale delle ACLI di Varese e come direttore della Caritas diocesana che a lui deve molto per l'attività di promozione, in diocesi e nelle parrocchie, delle Caritas parrocchiali che si rivelano sempre più uno strumento indispensabile per l'assistenza alle persone in difficoltà.
Ma crediamo sia utile ricordare anche un'iniziativa significativa di un'attenzione più vasta e profonda di mons. Pezzoni verso la realtà del nostro territorio: il convegno da lui promosso a Villa Ponti il 30 aprile 1983 in occasione del XX Congresso Eucaristico Nazionale che si tenne a Milano e che si intitolava "Fede e civiltà a Varese". Nella presentazione del Convegno, mons. Pezzoni scriveva: "Come prevosto e decano di Varese ho desiderato questo convegno per il bisogno di una conoscenza di Varese non solo letta sui libri , ma ascoltata dalla viva voce dei varesini in grado di raccontare le loro storia con passione e perciò capaci di cogliervi quanto di vivo e dinamico essa contiene". E concludeva: "Siamo persuasi che la storia non va solo letta come sequenza di fatti, ma anche come epifania dello spirito, come storia dello spirito, e osiamo affermare che far storia è tentare di rintracciare la continuità di una spinta ideale pur nel variare dei contesti e degli strumenti". E il card. Nicora (allora Vescovo Ausiliare di Milano) intervenendo al convegno, aveva sottolineato che "non sono mancate e non mancano anche in questi giorni altre iniziative di preparazione (al Congresso Eucaristico); ma questa mi pare si caratterizzi sotto un profilo davvero molto originale ed interessante".
Ma vorremmo ricordare qui anche il suo entusiasmo contagioso e la sua cordialità nei rapporti con le persone che hanno trovato in lui apertura e disponibilità. Molti - ed io stesso - conservano nel cuore le tracce di questo rapporto immediato che sapeva avere verso tutti e lo ricordano con simpatia ed affetto, lo ricordano come un amico.

mons. Gilberto Donnini