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Articolo 25/09/2011

UN FATTO DI CHIESA


Una stagione di cambiamenti nella Chiesa di Milano in generale ed anche in quella varesina in particolare. Oggi fa il suo ingresso solenne a Milano, con il primo pontificale in Duomo, il cardinale Angelo Scola che sostituisce come Arcivescovo il cardinale Dionigi Tettamanzi giunto al termine del suo mandato.
Ogni passaggio, ogni cambiamento porta con sé - oltre, evidentemente, alla riconoscenza e alla gratitudine verso chi ha camminato, magari a lungo, al nostro fianco indicandoci la strada - anche qualche accenno di preoccupazione: come sarà il futuro con il nuovo Vescovo, cosa continuerà e cosa cambierà?
Sotto un certo aspetto occorre dire con chiarezza che non cambierà niente: è la Chiesa che prosegue, guidata dai successori degli Apostoli, il compito che Gesù ha loro indicato, quello di portare e testimoniare in tutti i luoghi e in tutti i tempi il suo Vangelo. Questo ha fatto il card. Tettamanzi, come lo aveva fatto prima di lui il card. Martini, questo continuerà a fare il card. Scola come ha già ha dimostrato a Venezia in qualità di Patriarca. Sono guide, alcune delle quali abbiamo ben conosciuto, che ci hanno aiutato a leggere e a vivere una realtà difficile come quella di oggi e certamente l'Arcivescovo Angelo Scola non mancherà di dare il suo contributo.
Da un'altra parte, qualcosa cambierà perché ciascuno l'ha fatto e lo farà con il suo stile, con le sue doti, con i "carismi" che il Signore gli ha affidato e questo non può e non deve essere motivo di apprensione ma, anzi, va considerato come una ricchezza per la nostra Chiesa. Sarebbe un preoccupante segno di immobilismo e di ripetitività, il fatto che ci si aspetti che ogni nuovo pastore sia una fotocopia del precedente: da questo punto di vista, il cambiamento diventa uno stimolo, una sollecitazione ad interpretare di più e meglio la realtà per rendere qui e ora incisiva e rispondente alle attese delle persone la parola del Vangelo, sempre così carica di forza e di speranza.
E un'altra cosa non cambierà: il Vescovo non fa tutto da solo. Indica una strada che chiede, per essere percorsa, la collaborazione di tutti i credenti - sacerdoti, religiosi, laici - ognuno dei quali è chiamato a fare la sua parte e a dare il suo contributo. Tra l'altro, il prossimo 16 ottobre - lo ricordiamo ora ma ci torneremo sopra da queste colonne - verranno eletti nelle parrocchie e nelle comunità i nuovi consigli pastorali che sono appunto i luoghi della partecipazione e della collaborazione.
In questo quadro di Chiesa che riguarda il pastore della Diocesi, vanno letti anche i cambiamenti, numerosi, che hanno riguardato il nostro decanato. Ricordiamo con riconoscenza coloro che sono partiti avendo prestato la loro opera nelle nostre comunità e accogliamo con fiducia e con gioia (come si fa per ogni dono del Signore) chi è arrivato per continuare la loro opera.
A tutti un grazie ed un augurio.

mons. Gilberto Donnini