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Articolo 10/04/2011

TESTIMONI INASCOLTATI


Giovedì 7 aprile in tutto il mondo si è celebrato la "Giornata dei Giusti", memoria di tutti coloro che hanno sacrificato la vita per denunciare crimini contro l'umanità. In questa occasione, il "Giardino dei Giusti" di Milano ha organizzato una cerimonia di dedica di cinque nuovi alberi a cinque nuovi Giusti: Romeo Dallaire, Jan Karski, Sophie Scholl, Aleksander Solzenicyn e Armin Wegner.
La cerimonia si è svolta al Monte Stella con la posa di un pruno e di un cippo per ricordare i testimoni inascoltati che, in modi diversi, hanno denunciato i genocidi e hanno tentato di scuotere l'indifferenza della società e degli individui. Vale la pena di ricordarli.
Romeo Dallaire è il testimone tragico del genocidio in Rwanda: capo della missione ONU avverte il pericolo che sta incombendo sul paese e vorrebbe usare i caschi blu delle Nazioni Unite per arrestare il corso degli avvenimenti: Ma, nonostante tutti i tentativi, non gli è stato mai concesso di realizzare un'azione militare preventiva.
Jan Karski è testimone inascoltato della Shoah: per due volte, nel 1942, incontra i leader del Bund all'interno del ghetto di Varsavia, che gli mostrano i campi di raccolta in cui gli ebrei vengono radunati e caricati sui treni per il campo di sterminio di Belzen. Lo invitano a girare il mondo occidentale per chiedere un attacco militare mirato alle strutture della macchina di sterminio e costringere Hitler ad interrompere la deportazione degli ebrei. Considererà il suo insuccesso personale come il fallimento dell'umanità intera e, in una conferenza del 1942, descrive l'indifferenza alla Shoah come il secondo peccato originale dell'uomo.
Sophie Scholl è stata giovanissima testimone della libertà in pieno regime nazista, inascoltata ed eliminata. Muore a 21 anni il 22 febbraio 1943, unica ragazza della "Rosa Bianca" il piccolo gruppo - composto, oltre che da lei, dal fratello Hans, da alcuni amici e dal professor Kurt Huber - il quale rappresenta una delle poche voci che in Germania si sono levate contro il Terzo Reich. I giovani della "Rosa Bianca", tra il 1942 e il febbraio 1943, tentarono di risvegliare la coscienza di un popolo solo con la forza delle parole ("Le parole sono le nostre armi"), distribuendo volantini tra la gente. L'ultimo lo lanciarono nell'atrio dell'università di Monaco: li videro, li arrestarono e li eliminarono.
Aleksander Solzenicyn, attraverso i suoi libri, riuscì a far conoscere al mondo la terribile realtà dei Gulag staliniani. È stato testimone inascoltato e isolato in Unione Sovietica, fino alla sua espulsione nel 1974. Soltanto con la caduta del sistema sovietico ha potuto vedere i suoi testi pubblicati in Russia ed è stato possibile il suo ritorno in patria.
Armin Wegner, infine, è stato il testimone inascoltato del genocidio armeno. Si prodiga con tutte le sue forze per documentare la tragedia del popolo armeno, scattando clandestinamente centinaia di fotografie nei campi dei deportati e raccogliendo in un diario le informazioni di cui viene a conoscenza: il genocidio armeno è costato un milione e mezzo di morti.

mons. Gilberto Donnini