edicola - articoli

Articolo 03/04/2011

IL VENTO DEL CONCILIO


A conclusione della prima manifestazione del "Cortile dei Gentili" avvenuta a Parigi il 24 e 25 marzo, è stato trasmesso un videomessaggio di Benedetto XVI che ha messo a fuoco il senso di questo nuovo e suggestivo progetto culturale. Rivolgendosi a circa diecimila giovani riuniti sul sagrato della cattedrale di Notre Dame il Papa ha indicato nuove e promettenti vie di dialogo.
Ha delineato ed aperto uno spazio ideale, che non appartiene in proprio a nessuno, in cui è dato libero accesso a tutti coloro che aspirano ad un mondo descritto con forti aggettivi: "nuovo e più libero, più giusto e più solidale, più pacifico e più felice".
Un progetto che ha come obiettivo la trasformazione concreta della realtà e non solo la contemplazione della verità astratta. In questo spazio "voi non credenti potete interpellare i credenti…Voi credenti potete dire…". L'importante - sembra dire il Papa - è che vi parliate e diciate le vostre ragioni di credenti e di non credenti, in modo che non cada nel vuoto la grande questione di Dio e della fede religiosa.
Il Papa, profondo conoscitore del pensiero contemporaneo, sa che il vero pericolo per la fede - non solo cristiana - è l'indifferenza, la banalizzazione, la riduzione in una delle forme residue della subcultura popolare, come è considerata da certa cultura europea. Il mondo senza Dio sarebbe più povero e buio, la convivenza umana sarebbe più difficile: la fraternità e la pace tra gli uomini, pur nelle loro diversità, costituiscono il fondamento e l'obiettivo del "Cortile".
La prospettiva del "Cortile dei Gentili", anche se nuova nell'espressione e nello stile, prende origine dalla lezione del Concilio sul dialogo della Chiesa nel mondo contemporaneo. Con questa espressione si vuole indicare uno stato dell'essere credenti in rapporto con quello dei non credenti, considerati non una categoria da allontanare, ma in riferimento alla categoria del confine, del limite, della soglia, dal momento che il muro di separazione che stava in mezzo - l'inimicizia - è stato abbattuto e questo ha reso possibile una vicinanza, una maggiore possibilità di scambio, di amicizia e fraternità.
Benedetto XVI esprime anche l'augurio che tutti possano entrare nel tempio e pregare il Dio conosciuto per fede da parte dei credenti, ed elevare verso il "Dio ignoto" i sentimenti del proprio cuore da parte dei non credenti. Nutre anche la speranza che Dio possa operare una fraternità ancora più piena in Cristo.
Il messaggio del Papa non è un discorso sulla tolleranza vicendevole: "Credenti e non credenti devono sentirsi liberi di essere tali, eguali nei loro diritti, a vivere la propria vita personale e comunitaria restando fedeli alle proprie convinzioni e devono essere fratelli tra loro". A loro è indicato il compito di cercare "le vie di un dialogo precursore e profondo", che sia di esempio per un nuovo stile di vita. Credenti e non credenti, soprattutto giovani, hanno molte cose da dirsi e comuni sfide da affrontare nel tempo presente.
L'invito del Papa bussa al cuore di chi è disposto ad ascoltare una voce diversa dal frastuono che ci accompagna e ci sommerge, e si rivolge ai giovani invitandoli a Madrid per la Giornata Mondiale della Gioventù: "Non abbiate paura! Sulla strada che percorrete insieme verso un mondo nuovo, siate cercatori dell'Assoluto e cercatori di Dio, anche voi per i quali Dio è il Dio ignoto".

mons. Gilberto Donnini