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Articolo 02/01/2011
Il messaggio di Benedetto XVI per la Giornata mondiale della pace che si celebra il 1° gennaio, quest'anno (il 25° da quando è stata istituita) ha per tema "Libertà religiosa, via per la pace".
"La libertà religiosa - fa notare il Papa - non è patrimonio esclusivo dei credenti, ma dell'intera famiglia dei popoli della terra". Perché, spiega "è un bene essenziale: ogni persona deve poter esercitare liberamente il diritto di professare e manifestare, individualmente o comunitariamente, la propria religione e la propria fede, sia in pubblico che in privato, nell'insegnamento, nelle pratiche, nelle pubblicazioni, nel culto e nell'osservanza dei riti. Non dovrebbe incontrare ostacoli se volesse, eventualmente, aderire ad un'altra religione o non professarne alcuna".
"Fondamentalismo religioso e laicismo sono forme speculari ed estreme di rifiuto del legittimo pluralismo e del principio di laicità": è una delle denunce più forti presenti nel messaggio. E, aggiunge il Papa, "La società che vuole imporre o, al contrario, negare la religione con la violenza, è ingiusta nei confronti della persona e di Dio, ma anche di se stessa". E, se "nel mondo ancora oggi si registrano persecuzioni, discriminazioni, atti di violenza e di intolleranza basati sulla religione" vi sono - afferma Benedetto XVI - "forme più sofisticate di ostilità contro la religione che, nei Paesi occidentali, si esprimono talvolta col rinnegamento della storia e dei simboli religiosi nei quali si rispecchiano l'identità e la cultura della maggioranza dei cittadini".
Queste forme "fomentano spesso l'odio e il pregiudizio". Da qui un appello ai "leader delle grandi religioni del mondo" e ai responsabili delle nazioni perché rinnovino l'impegno "per la difesa delle minoranze religiose, le quali non costituiscono una minaccia contro l'identità della maggioranza, ma sono al contrario un'opportunità di dialogo e per il reciproco arricchimento culturale".
"Il mondo ha bisogno di Dio. Ha bisogno di valori etici e spirituali, universali e condivisi, e la religione può offrire un contributo prezioso nella loro ricerca, per la costruzione di un ordine sociale giusto e pacifico, a livello nazionale e internazionale": si conclude con questo appello il messaggio del Papa.
Per le comunità cristiane che "soffrono persecuzioni, discriminazioni, atti di violenza e di intolleranza", il Pontefice chiede ai responsabili "di agire prontamente per porre fine ad ogni sopruso contro i cristiani che abitano in quelle regioni". C'è anche una parola forte per l'Occidente, "specie in Europa": "sappia riconciliarsi con le proprie radici cristiane, che sono fondamentali per comprendere il ruolo che ha avuto, che ha e che intende avere nella storia; saprà, così, sperimentare giustizia, concordia e pace, coltivando un sincero dialogo con tutti i popoli".
mons. Gilberto Donnini