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Articolo 17/10/2010

UN VOCABOLARIO NUOVO


Le parrocchie sono cantieri che non chiudono mai, sempre pronti ad "osare" nell'accompagnare i giovani nella scoperta di se stessi e a "ricominciare da capo con chiunque incontri sui sentieri della vita". Salvo questi accenni, il card. Bagnasco, aprendo i lavori del Consiglio permanente dei vescovi italiani, non si è soffermato esplicitamente sulla sfida educativa ma tutto il suo discorso non fa che ruotare attorno al nucleo degli Orientamenti pastorali del prossimo decennio. Lo ha riconosciuto lo stesso presidente della Cei dopo aver affrontato vari argomenti: "Nella nostra visione, non c'è traguardo personale o comunitario che non abbia una corrispondente implicanza educativa".
È un'importante chiave di lettura del documento programmatico che verrà licenziato tra breve e dell'atteggiamento di fondo che anima da sempre la comunità cristiana. Tutto fa capo qui, nella passione per la persona umana, per una vita autentica e piena, un amore gratuito, una libertà profonda di cui Dio è il primo garante. L'educazione cristiana si caratterizza per l'apertura e la fiducia nella ragione, la meta è la perfezione dell'amore.
Non ci sono diverse chiese: una che assiste i poveri e una che apre oratori per i più giovani, una rapita nella contemplazione della bellezza di Cristo e una impegnata a far parlare il vangelo nella storia dei popoli. La scelta dell'educazione per gli Orientamenti pastorali degli anni 2010-2020, non è la scelta di un tema su cui discutere o di un aspetto tra i tanti dell'impegno ecclesiale che si ritiene necessario rinforzare. Per la Chiesa è piuttosto una questione di fedeltà a se stessa.
Spesso, nei mesi scorsi, si è messo l'accento sullo stretto rapporto che intercorre tra la sfida educativa e la questione antropologica: se non si più chi è l'uomo o si amputa la persona di dimensioni essenziali, come la sua vocazione trascendente, cosa resta dell'educazione se non un processo di socializzazione che porta a conformarsi agli atteggiamenti dominanti? Un bailamme di opinioni e di stimoli emotivi che genera solo una grande indifferenza.
Un'altra indicazione educativa è emersa tra le righe della prolusione del presidente Cei, quando ha raccontato di una parrocchia che, nelle proprie proposte, tiene in considerazione i vari ritmi della società di oggi, è attenta a non perderne neanche un frammento, fa spazio alla vitalità di ogni germoglio che scopre dentro e fuori di sè. Più che a ridurre la propria azione entro programmi rigidi, punta a veicolare una "incandescenza". L'educazione delle nuove generazioni non può fare a meno di questa "incandescenza", di una grazia che accende la speranza e la dedizione, si incontra con le dimensioni fondamentali della vita, sfidandole continuamente con significati inediti.
Sul fondamentale tema dell'educazione, anche nel nostro decanato, verranno proposti, alcuni momenti di riflessione: il primo sarà venerdì 5 novembre alle ore 21 presso il Collegio "De Filippi" il prof. Franco Garelli parlerà del problema educativo nel contesto culturale odierno. Venerdì 28 gennaio, invece, sempre presso il Collegio De Filippi, il prof. Francesco Botturi presenterà il tema "Identità ed origine dell'educazione".
Occasioni offerte a chi vuole approfondire e riflettere su una questione che, volere o no, interessa tutti.

mons. Gilberto Donnini