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Articolo 12/09/2010
Mercoledì scorso in Duomo è stato presentato dall'Arcivescovo il percorso pastorale della Diocesi per il prossimo anno pastorale. Esso ha come tema ciò che rappresenta l'obiettivo, la meta della vita di ogni uomo e di ogni donna chiamati ad essere santi, cioè ad essere per sempre con Dio, nella pienezza della sua vita e del suo amore.
Come esempio di questo cammino al quale è chiamato innanzitutto ogni cristiano, sta la figura di S. Carlo Borromeo patrono, insieme con S. Ambrogio, della Diocesi e di cui si ricorda il 4° centenario della canonizzazione. Rimandiamo per un approfondimento agli incontri che certamente si terranno in ogni comunità e all'approfondimento personale del percorso sintetizzato in un libretto agile e godibile dal titolo "Santi per vocazione".
Ci limitiamo a due flash tratti da questo percorso e dalla presentazione che l'Arcivescovo ne ha fatto in Duomo.
Un primo punto su cui richiamare l'attenzione è quello della famiglia: un'attenzione, ha detto l'Arcivescovo a Milano, che deve essere "privilegiata e rinnovata" perché si trova ad affrontare "sfide, difficoltà, crisi, abbandoni, povertà materiali e spirituali".
Anche in vista dell'appuntamento che, nella primavera del 2012, porterà a Milano il VII incontro Mondiale delle Famiglie; questo - ha aggiunto il cardinale - "ci spinge a porre con coraggio ed in primo piano l'educazione alla spiritualità coniugale e familiare in stretta alleanza tra la famiglia e la Chiesa". Un'alleanza che assume particolare rilievo nel campo dell'impegno educativo alla fede, ma anche in quello che aiuta ragazzi e giovani a crescere e a maturare in pienezza la loro persona.
Un secondo accenno riguarda la carità. "Due sono i criteri dell'azione pastorale di S. Carlo - scrive il card. Tettamanzi - il riferimento al Vangelo e il grido dei poveri". San Carlo che anche in questo è di esempio e di stimolo, "sente compassione per la sua gente e se ne prende cura con una dedizione senza risparmio".
Sono certamente molte le emergenze dalle quali veniamo, in questo momento, confrontati e l'elenco potrebbe essere molto lungo: l'accoglienza di persone in fuga dai loro paesi e che non sono tutte e necessariamente islamiche ma nella maggioranza sono di fede cristiana (ad esempio sudamericani e provenienti da paesi dell'est Europa) ed, anzi, molti sono cattolici. Se mai, si pone non solo alla società ma anche alla Chiesa un problema di accoglienza e di integrazione nella comunità.
L'emergenza di una casa a costi accessibili, un lavoro che con la crisi ancora in atto tante volte diventa un miraggio irraggiungibile per persone che ne sono rimaste senza, magari a 40-50 anni di età. Proprio per questo l'Arcivescovo ha deciso di prolungare per un altro anno il Fondo Famiglia-Lavoro per coloro che sono in difficoltà per la mancanza di questo bene fondamentale.
La Madonna Addolorata che ha affrontato dolori e difficoltà e che ricordiamo in questi giorni, ci aiuti e sostenga in questo cammino ed impegno.
mons. Gilberto Donnini