edicola - articoli

Articolo 02/05/2010

SUSCITARE LA FEDE


"Riproporre l'attenzione di tutte le componenti della comunità ecclesiale le linee portanti" del Documento di base (Db) "Il rinnovamento della catechesi" a 40 anni dalla sua pubblicazione ed "evidenziare gli aspetti positivi che esso ha prodotto nell'azione pastorale". Questo è l'obiettivo della lettera della Commissione episcopale per la dottrina della fede, l'annuncio e la catechesi pubblicata negli scorsi giorni e che si intitola "Annuncio e catechesi per la vita cristiana".
Il Db, ispirato ai decreti del concilio, "ha favorito il nascere di una nuova sensibilità missionaria, ha introdotto nuovi temi, un nuovo linguaggio, un nuovo metodo di lavoro". Sul piano dei contenuti della fede, il Db "ha insegnato che il centro vivo della catechesi è la persona di Gesù" e "ha aiutato a presentare una visione rinnovata della fede", per cui "la catechesi ha la finalità non solo di trasmettere i contenuti, ma di educare la mentalità di fede, di iniziare alla vita ecclesiale, di integrare fede e vita, insegnandoci a leggere il nostro tempo alla luce della Parola di Dio".
Ma, a 40 anni di distanza, "sono sorti scenari culturali e religiosi nuovi che, se da una parte richiedono costante fedeltà agli orientamenti del Db, dall'altra esigono scelte pastorali e catechistiche nuove" perché "la Chiesa si trova in Italia di fronte ad una situazione profondamente mutata rispetto a quella del 1970". Quella di oggi - secondo la lettera - un'Italia "con larghe tracce di tradizione cristiana", ma in cui "si diffonde una concezione della vita, da cui è escluso ogni riferimento al trascendente".
L'indifferenza religiosa, l'irrilevanza attribuita alla fede, in base alla quale giovani ed adulti "non negano Dio, ma semplicemente non sono interessati", il soggettivismo, che "induce molti cristiani a selezionare in maniera arbitraria i contenuti della fede e della morale cristiana, a relativizzare l'appartenenza ecclesiale e a vivere l'esperienza religiosa in maniera individualistica": tutti fenomeni grazie ai quali la religione "viene relegata nella sfera del privato, con la conseguente relativizzazione dei contenuti storici e dottrinali del messaggio cristiano e dei modelli di comportamento che ne derivano". Uno scenario su cui influisce anche "il crescente pluralismo culturale e la pervasività della comunicazione multimediale".
Quindi, "oggi molti ritengono che la fede non sia necessaria per vivere bene. Perciò, prima di educare la fede, bisogna suscitarla: con il primo annuncio dobbiamo far ardere il cuore delle persone, confidando nella potenza del Vangelo, che chiama alla conversione e accompagna ogni persona in tutte le fasi della vita".
Nel nuovo documento, quindi, i vescovi italiani sottolineano il primato del "primo annuncio", che "non è solo quello che precede l'iniziazione cristiana, ma è una dimensione trasversale di ogni proposta pastorale, anche di quelle rivolte ai credenti e ai praticanti".

mons. Gilberto Donnini