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Articolo 04/04/2010

SULLE STRADE DI IERI E DI OGGI


Nessuno, nelle diverse età della vita, è scampato da qualche momento di sconfitta: cose magari insignificanti agli occhi di altri, ma devastanti per chi le ha subite perché si trattava di realtà in cui avevano profondamente creduto, oppure perché è rimasta delusa la fiducia riposta in chi avrebbe dovuto aiutare ad uscire dai guai. Di qui, magari, un estraniarsi, un rinchiudersi in se stessi per cautelarsi da qualsiasi possibile delusione.
Forse vale la pena, dopo aver celebrato la passione, la morte e la resurrezione di Gesù, volgere gli occhi a Maria che ha condiviso tutto questo cammino e che stava attraversando il momento più drammatico della sua esistenza: l'atteso dei secoli, colui che avrebbe liberato e redento il suo popolo, sembrava rivelarsi una promessa fallita. C'era, in questo suo camminare al fianco di Gesù mentre saliva al Calvario, un'aria di disfatta.
Ma questo suo accompagnare il figlio in cui aveva riposto tutte le sue speranze, questa esperienza dolorosa, non solo per i dolori del figlio, ma perché sembrava la fine di tutto, ce la rende molto vicina perché pare condividere tante nostre sconfitte e delusioni.
Quanti oggi sono ancora perseguitati? La libertà politica e di religione è solo una parola di cui molti si riempiono la bocca, o che viene reclamizzata su internet, ma in concreto spesso non esiste o viene conculcata.
Quanti oggi muoiono perché neanche il cibo che noi gettiamo nella spazzatura può giungere alla loro mensa? La liberazione dalla fame del nostro pianeta è solo uno dei punti di faraonici programmi, sempre inattuati, che saziano tutti meno che gli affamati.
Quanti uomini e donne vivono in situazioni precarie sotto tetti di lamiera, o addirittura senza tetto, stesi sui marciapiedi? La casa, l'alloggio per tutti resta una favola, mentre le seconde e terze case abbondano e costituiscono vistosi investimenti.
Quanti piccoli sono vittime del turismo sessuale proprio nei paesi più colpiti dai disastri naturali? Il cinismo di chi approfitta della povertà altrui per soddisfare voglie inconfessabili, dovrebbe scandalizzare ogni animo davvero umano.
Quante famiglie vivono sull'orlo della miseria per la mancanza di lavoro? Mentre c'è chi dice che la crisi è passata, basta interrogare chi, anche qui, ha a che fare con i bisogni della gente (centri di ascolto, mense che distribuiscono almeno un pasto al giorno) per accorgersi che, invece, le persone in difficoltà sono in aumento.
Gli interrogativi potrebbero moltiplicarsi e rappresentano le strade sulle quali uomini e donne procedono nel tempo e nella storia. E Gesù, insieme a sua madre, salendo lungo la sua via, ha raccolto e fatto sue tutte queste vie per perdonare, per ridare fiducia e speranza.
Fiducia e speranza non solo perché scopriamo qualcuno vicino a noi che condivide le nostre difficoltà, ma anche perché - lo dice la festa di oggi - questo Qualcuno ha vinto il condensato di tutti mali del mondo che è la morte e affida ai credenti il compito di compiere gesti concreti che indichino a chi sta salendo la terribile via del calvario, che non sono soli, c'è chi li sostiene, li aiuta, li incoraggia, come Maria accanto a Gesù.

mons. Gilberto Donnini