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Articolo 28/03/2010
Una grande mobilitazione è stata avviata dalle Chiese europee contro la povertà: le Caritas di tutte le diocesi hanno lanciato "Zero poverty", una campagna di pressione a tutti i livelli - dalla Commissione di Bruxelles, ai governi nazionali, alle amministrazioni locali - perché il 2010 (anno europeo di lotta alla povertà) porti con sé misure politiche concrete.
Il 17% dei cittadini dell'Unione europea vive in condizioni di povertà, il 20% dei minori in Europa è povero, il tasso di disoccupazione è del 9,2% e la recessione potrebbe causare altri 6 milioni di disoccupati entro il 2010.
Di fronte a questa situazione, lo scopo della campagna è di chiedere alle istituzioni comunitarie e nazionali l'impegno, entro il 2015, di eliminare la povertà infantile, di aumentare del 50% gli alloggi popolari, di potenziare i servizi sociali e sanitari, di diminuire del 5% la disoccupazione, di garantire a tutti un livello minimo di protezione sociale. L'obiettivo dell'iniziativa è di raccogliere, entro il 2010, un milione di firme in Europa, 150.000 in Italia 25.000 in Lombardia.
In questo contesto, la settimana scorsa, le Caritas lombarde hanno chiesto alla regione più ricca di Italia di introdurre il reddito minimo per i poveri. Sul territorio la crisi non accenna a passare, diversi nuclei familiari, già aiutati con i fondi diocesani a favore delle famiglie in crisi per la perdita o il ridimensionamento del reddito proveniente dal lavoro, tornano a bussare alla porta delle Caritas e delle parrocchie. Per fare un esempio, nel decanato di Varese, sono state aiutate 50 famiglie con una spesa complessiva di circa 105.000 Euro, ma ci sono ancora 70 domande successive in attesa di evasione. E poi, al di là del fondo famiglia non esiste altro.
Luciano Gualzetti, responsabile del fondo famiglia-lavoro della diocesi di Milano, ha dichiarato ad "Avvenire": "Questo è il problema: abbiamo raccolto 7,5 milioni di Euro e abbiamo ricevuto 5500 domande, metà di famiglie italiane e metà di famiglie straniere. Abbiamo aiutato 2900 nuclei, però le domande crescono e torna a chiederci aiuto chi abbiamo già aiutato. Le parrocchie fanno molto in aggiunta al fondo diocesano con i pacchi viveri, i banchi farmaceutici, i sussidi e le adozioni di vicinanza. Ma non basta".
Per questo, anche a nome dei direttori della Caritas lombarde, il Direttore della Caritas di Milano, don Roberto Davanzo, ha chiesto che la nostra Regione introduca il reddito minimo: "La crisi economica - ha detto - sta colpendo i meno garantiti. È venuto il momento di correggere il nostro sistema di protezione sociale che oggi non sembra più al passo con le trasformazioni del mercato del lavoro e della società. Penso ad esempio ai giovani precari". E ha soggiunto: "Sarebbe auspicabile che anche la Lombardia adottasse un sostegno, esteso a coloro che non possono godere di alcun aiuto pubblico. Potrebbe dare un segnale forte anche al governo nazionale".
mons. Gilberto Donnini