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Articolo 07/03/2010

UNA BUONA NOTIZIA
(... E NON SOLO PER I CATTOLICI)


Il ricorso del governo italiano contro la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo sul crocifisso nelle aule scolastiche è stato accolto e il caso verrà sottoposto alla "grande chambre", una specie di riunione plenaria dell'istituzione di Strasburgo: quindi una procedura ancora lunga.
Il caso non è chiuso, ma è stato riaperto e questo segna un punto importante perché c'è in gioco qualcosa di rilevante e non solo per l'Italia. Lo dimostrano anche i commenti a caldo sulla notizia che insistono su due temi: il primo è il principio di sussidiarietà, per cui le questioni legate all'identità, alla religiosità, devono essere lasciati alla determinazione degli stati, alle diverse storie e sensibilità. Il secondo, connesso al primo, è che questa decisione ridà ai cittadini di molti stati un senso di fiducia e di appartenenza alle istituzioni europee.
Infatti a novembre - anche per la difficoltà da parte dell'opinione pubblica di distinguere tra Unione europea e Consiglio d'Europa - la decisione dei giudici era stata accolta come un'altra dimostrazione dell'astrattezza e della rigidità di un certo "pensiero unico", politicamente corretto, privo di radici e di considerazione per la vita reale dei popoli e dei cittadini. Sta qui, del resto, una ragione profonda della distanza che le istituzioni europee rischiano di accumulare nei confronti dei popoli: una specie di corto circuito che non può non preoccupare, in particolare di fronte al rischio di una marginalizzazione dell'Europa dal cuore del processo di sviluppo mondiale. Adesso si presenta l'occasione per rettificare: in questi mesi si è sviluppata in Italia e in diversi altri paesi europei una attenzione seria, che occorre mantenere.
Emerge, allora, il grande tema della laicità. Per diversi aspetti si tratta di un tema molto europeo, molto interno alla realtà dell'Europa, che rischia di isolarla dai grandi dibattiti culturali e spirituali, rinchiudendola in un orizzonte più ristretto. La dinamica della secolarizzazione, che implicitamente rinvia all'affermazione della laicità assoluta, rischia, insomma di provocare blocchi e corto-circuiti. Per questo la proposta di una "laicità positiva", che Benedetto XVI sta sviluppando in dialogo con tanti, dimostra la sua importanza.
Il simbolo della croce, così, riporta non solo alla proposta e alla testimonianza evangelica, ma anche al dinamismo di civiltà che sta alle origini dell'idea stessa di Europa. Per questo è significativo che il movimento di opinione pubblica per la difesa del crocifisso, in Italia e non solo, sia - come è - trasversale, riguardi cattolici e laici, maggioranza e opposizione. Tanto più in un quadro mondiale in cui i cristiani sono oggetto di violenze e di vere e proprie persecuzioni. A tutti, peraltro, il crocifisso continua a testimoniare "la legge dell'amore fino al dono della vita", principio di libertà e di liberazione.

mons. Gilberto Donnini