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Articolo 01/11/2009

25 ANNI FA IL PAPA A VARESE


Domani ricorre il 25° anniversario della salita che Giovanni Paolo II ha effettuato il 2 novembre 1984 al Sacro Monte di Varese, recitando il S. Rosario. Questo avvenimento unico sarà ricordato in modo particolare sabato 7 novembre durante la salita che ogni sabato viene effettuata a partire dalla Prima Cappella alle 7 e che si conclude alle 8 con la S. Messa in Santuario. Sarà presente il Vicario Episcopale mons. Luigi Stucchi.
Una iniziativa che, con il Papa, ricorderà anche mons. Pasquale Macchi il quale è stato l'artefice principale di questo eccezionale evento. Ricordiamo, infatti, la presenza di Giovanni Paolo II venticinque anni fa nel corso di una iniziativa fortemente voluta dall'allora Arciprete mons. Macchi: la recita del Rosario salendo il viale delle cappelle il sabato mattina (giorno tradizionalmente riservato alla venerazione della Madonna); un appuntamento che richiama tuttora gruppi consistenti di persone.
Sarà anche l'occasione per fare memoria della grande figura di un Pontefice, succeduto (dopo il brevissimo intervallo di Giovanni Paolo I) a Paolo VI cui mons. Macchi era particolarmente legato.
Dietro la figura di Giovanni Paolo II che ha percorso da pellegrino la via delle Cappelle fino alla Madonna del Monte, sta una lunga storia. La storia di una chiesa da molto tempo in cammino per portare un messaggio di speranza a tutta l'umanità, da quando è stato dato da Gesù agli apostoli il comando: Andate e portate la buona notizia a tutte le genti.
Ricordare la sua visita a Varese, vuol anche dire ricordare che Giovanni Paolo II ha rappresentato tutto questo: è stato il Papa della missione, della testimonianza, della battaglia per la verità che è dentro ogni uomo ed ogni donna. "Eliminando la speranza cristiana - aveva detto quel giorno al Sacro Monte - si cade fatalmente nella confusione e nella contraddizione, perché si cerca il senso della vita in modi diversi e contrastanti; non volendo accogliere la luce di Cristo, molti si condannano a camminare nel buio e nelle tenebre".
È il Papa che, dopo secoli, ha subito un attentato proprio per restare fedele alla luce di Cristo, per il suo modo di testimoniare la fede ovunque la verità e la dignità della persone viene messa in pericolo: per questo ha viaggiato in tutti gli angoli della terra, per questo ha sofferto negli ultimi anni a causa di una malattia e offerto a Dio la sua sofferenza, una sofferenza che ha commosso il mondo. Ne fanno fede le schiere di persone che sono accorse a Roma dopo la sua morte.
Di tutto questo vogliamo fare memoria in questo anniversario e rinnovare la volontà di essere sempre uniti a colui che è garanzia dell'unità della Chiesa: per questo saliamo e saliremo la via delle Cappelle per chiedere di nuovo a Maria - come ha fatto lui e come ci ha ripetutamente invitato a fare mons. Macchi - l'aiuto e l'intercessione per il difficile cammino che la Chiesa anche oggi deve percorrere, per le nuove scelte ed esigenze che si presentano perché possiamo affrontarle con la su stessa fede e decisione. Quella fede e decisione che hanno animato questo profeta del nostro tempo.

mons. Gilberto Donnini