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Articolo 11/10/2009

UN PERCORSO PER L'UOMO


È stato presentato da poco un rapporto sull'educazione a cura del comitato per il progetto culturale della CEI, dal titolo "La sfida educativa". Il tema dell'educazione sarà al centro dell'azione pastorale della Chiesa italiana nel prossimo decennio e questo rapporto oltre a fare il punto sulla situazione, comincia ad abbozzare qualche proposta mettendo al centro la persona umana che nasce, si sviluppa, esprime la sua creatività in alcuni ambiti della vita sociale (lavoro, media, consumo, sport che influiscono sui processi educativi) e con l'azione dei soggetti primari dell'educazione, come la famiglia, la scuola, la comunità cristiana.
Nel primo capitolo, a partire dalla "profondità della crisi", si analizzano i modelli educativi diffusi e si evidenzia la necessità di passare ad una educazione intesa come "grande racconto" al centro del quale sta l'idea che "l'uomo si caratterizza tra i viventi per uno sguardo su di sé e sull'altro, sul mondo e sulla storia capace di abbracciare tutta la realtà in unità, attribuendole così un senso".
Nel secondo capitolo si analizza il "vissuto" delle famiglie italiane, a partire dal dato della "fragilità" della coppia, trattando argomenti come l'incertezza nel rapporto genitori-figli, il divario tra generazioni, il "compito educativo familiare" come "cura responsabile". Nel terzo capitolo, si riflette sul "clima culturale" in cui opera la scuola. Tra i temi trattati il rapporto tra educazione, problema della verità e scienza della natura; la tentazione di una "scuola come supermarket"; il rapporto tra scuola pubblica statale e paritaria.
"La Chiesa è da sempre attivamente presente nell'ambito della educazione e della scuola": è la premessa del quarto capitolo, dedicato alla "passione educativa" della comunità cristiana, il cui "potenziale educativo va recuperato nella crisi culturale attuale". Nel quinto capitolo si analizza il "disorientamento" dei giovani di fronte al lavoro, avanzando alcune proposte per una "umanizzazione del mondo del lavoro", aggiungendo - nel sesto capitolo - considerazioni su lavoro e mercato, economia di impresa, la figura dell'imprenditore, il rapporto tra "legittimità sociale" del profitto e solidarietà, le relazioni tra innovazione tecnologica, istruzione e occupazione.
Ragionare "serenamente" sul consumo, è l'obiettivo del settimo capitolo, in cui si affrontano mode e modelli di comportamento, consumi "estetici" e consumi "etici", a partire dalla necessità di "educare i desideri".
"Tra educazione e comunicazione c'è uno stretto rapporto, perché si educa comunicando" si legge nell'ottavo capitolo, in cui il problema viene individuato nei rischi dei media e la credibilità degli adulti nel suggerirne un uso educativamente corretto. Così, il cinema, la tv, la presenza di generazioni che sanno tutto, ma non sanno che senso dare a tutto quello che sanno, quale risposta chiedono a livello della formazione dei professionisti dei media? Di questo si parla anche nel nono capitolo, esortando i genitori a non "chiamarsi fuori" da un dialogo con i propri figli sui media.
Con lo sport, infine, sono cresciute intere generazioni, eppure anche questo mondo attraversa una crisi - ne parla il decimo capitolo - che richiede "una nuova generazione di luoghi educativi" sul territorio. A partire dalla parrocchia che viene definita "avamposto educativo".
Un ventaglio molto ampio, come si vede, e che chiama in causa tutti.

mons. Gilberto Donnini