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Articolo 01/03/2009

NON CEDERE ALLO SCONFORTO


La Quaresima che si apre oggi vuole essere un invito all'impegno di fede, di preghiera e di carità. Ma è soprattutto un percorso di speranza in un tempo in cui qualsiasi situazione di fatica e di disagio - come quella attuale gravata da particolari circostanze di crisi mondiale - va affrontata alla luce della resurrezione di Gesù. Non ha quindi senso, per i cristiani, abbandonarsi alla paura, alla sfiducia, alla lamentela, ma anche le difficoltà possono tradursi in maggiore impegno per il bene comune.
Non bastano, quindi, esortazioni generiche, ma occorre rispondere all'esigenza di un nuovo modello di sviluppo: una emergenza improrogabile per il mondo se vuole sopravvivere. Questo si traduce in alcuni orientamenti che, tentando di dare risposta alle urgenze del momento, si inseriscono anche nel cuore della tradizionale spiritualità quaresimale e rispondono alla domanda di conversione e di rinnovamento della vita, caratteristica della Quaresima.
- Il primo orientamento è quello di rendersi partecipi della realtà nella quale si è chiamati a testimoniare il vangelo, in prima fila e non nelle retrovie, con i fatti e non solo con le parole. Di qui la necessità di guardare con attenzione ai bisogni che derivano dall'aggravarsi delle condizioni economiche in cui rischiano di trovarsi tante famiglie: ne è un esempio la proposta dell'Arcivescovo di un Fondo di solidarietà per famiglie messe in crisi dalla mancanza dei posti di lavoro. Un fondo che, proprio in questi giorni sta muovendo i primi passi e che vede - anche nel nostro territorio - i propri riferimenti nella Caritas e nelle Acli.
- Un secondo orientamento sta nella sobrietà (ripetutamente richiamata dal card. Tettamanzi) che è poi la via maestra della solidarietà nella quale deve sfociare la presa di coscienza dei bisogni crescenti delle famiglie e di tanti fratelli e sorelle. Anche quando siamo invitati a sostenere il più possibile i consumi per riavviare un'economia stagnante, non possiamo dimenticare che ci si deve difendere dalla tentazione di troppi bisogni artificiali e inutili. È giusto crescere in settori fondamentali per la vita: la salute, la cultura, la cura dell'ambiente, la produzione di beni e servizi essenziali, ma non si deve cadere nel tranello di far aumentare sempre più la domanda e la ricerca di cose non necessarie, magari destinate ad accrescere le montagne di rifiuti con il conseguente aumento, tra l'altro, dei costi di smaltimento.
- Il terzo orientamento sta, invece, nell'individuare percorsi ed iniziative di vero amore per il prossimo, non dimenticando, tra queste, la preghiera che richiama con forza il bisogno di chi manca del necessario e il dovere di aiutare chi è in difficoltà. Ancora, un esercizio corretto del proprio lavoro perché senza giustizia nei comportamenti personali non può esserci vera carità e solidarietà, e un invito a sostenere quelle strutture (come i centri di ascolto) che siano in grado di individuare, anche dove meno si crederebbe, situazioni di necessità, dando quindi la possibilità di intervenire.
Proprio perché la crisi che stiamo attraversando è complessa e chiede di ricercare soluzioni decisive non solo per le prospettive economiche, ma anche per una diversa qualità della vita, abbiamo bisogno di vivere questo tempo con lucidità e coraggio per non adagiarci, stanchi e rassegnati, nella situazione.

mons. Gilberto Donnini