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Articolo 11/01/2009

UN S. ANTONIO TUTTO NUOVO


La tradizionale festa di S. Antonio che si terrà nella prossima settimana in piazza della Motta, avrà quest'anno un carattere tutto particolare. Non tanto per il programma che prevede i soliti appuntamenti a partire dal falò della sera di venerdì 16 e le solite manifestazioni puntualmente organizzate dai "Monelli della Motta", ma per il fatto che, con la festa di S. Antonio la chiesa riapre dopo un lungo periodo di restauro che l'ha praticamente "rimessa a nuovo".
Proprio per questo, sono previsti nella chiesa, alcuni appuntamenti straordinari: un concerto la sera di sabato 17 (ripetuto il pomeriggio di domenica 18 a causa della capienza limitata della chiesa) e alle 10,30 di domenica 18 gennaio una celebrazione solenne alla quale sono invitate le autorità cittadine, i rappresentanti di Enti e Fondazioni e i privati che hanno dato un importante contributo alle opere di restauro, una celebrazione che segnerà la ripresa della normale attività in questo luogo di culto così caro a tutti i varesini.
Una chiesa rappresenta sempre un pezzo di storia e di vita di una città, non solo come testimonianza di una fede che affonda le sue radici nel territorio, ma anche come patrimonio di arte e di cultura, un centro - come lo sono spessissimo le chiese - il cui sagrato diventa occasione di incontro e di amicizia per la gente che lì vive.
Tutto questo vale in modo particolare per la chiesa di S. Antonio, situata nell'antica piazza del mercato, la cui sagra rappresenta, non solo per la nostra città ma anche per un'ampia fetta della provincia, un momento per sentirsi di nuovo e di più comunità.
Come già annunciato, l'invito a presiedere la celebrazione era stato rivolto al card. Attilio Nicora, non solo come varesino ma anche perché legato a S. Antonio dal fatto che la sua casa si trova proprio nei pressi di questa chiesa. Sfortunatamente un impegno imprevisto ed inderogabile gli impedisce di essere tra noi per gioire di questo momento: sarà quindi il Vicario Episcopale mons. Luigi Stucchi che rappresenta l'Arcivescovo nella nostra zona pastorale a presiedere la celebrazione, che sarà anche l'occasione per ringraziare non solo coloro che hanno dato contributi importanti al restauro ma anche a quelli che, secondo le possibilità, hanno consentito alla Parrocchia di S. Vittore di intraprendere l'importante opera di recupero di un edificio che rappresenta parte non piccola del patrimonio artistico cittadino.
Lasciamo giudicare l'esito dei lavori a coloro che visiteranno la chiesa, tuttavia credo di poter dire - come varesino - che da molto tempo non si riusciva ad apprezzare pienamente il valore di questo gioiello incastonato nel cuore di Varese: cosa che ora diventa possibile.
Approfitto di queste righe per ringraziare pubblicamente tutti coloro che con determinazione hanno intrapreso questo lavoro (a partire da don Peppino Maffi) e a tutti coloro che questo lavoro l'hanno eseguito con competenza e professionalità. Ci auguriamo che la bellezza di questo edificio dia un motivo in più a tutti coloro che vi entreranno per elevare il loro cuore verso il Signore.

mons. Gilberto Donnini