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Articolo 04/05/2008
In questa domenica si celebra la festa solenne di S. Vittore con il consueto contorno tradizionale e liturgico: si brucia il "pallone", segno della testimonianza di fede da parte di un martire, e la Famiglia Bosina assegna la "Girometta d'oro" come riconoscimento della città ad un suo figlio che si è particolarmente distinto.
Già questo manifesta il duplice aspetto di questa festa: è una festa religiosa perché si fa memoria di un martire, cioè uno che non ha temuto di dare la vita per restare fedele al Signore e, d'altra parte, è una festa civile perché la città riconosce in Vittore il suo patrono, colui che assiste, protegge e prega a favore di tutta la comunità.
E della preghiera di Vittore quest'anno abbiamo più che mai bisogno: oltre a problemi che preoccupano tutto il nostro paese come, ad esempio, quello dell'aumento dei prezzi anche di generi di prima necessità per cui ci sono famiglie che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese con lo stipendio o la pensione, esiste nella nostra zona una particolare preoccupazione che riguarda il problema del lavoro. Abbiamo da poco celebrato il 1° maggio, la festa del lavoro, e la nostra attenzione è stata attirata sulle condizioni precarie in cui talvolta il lavoro viene eseguito: la fretta, l'incalzare dei ritmi, la trascuratezza talvolta lo rendono insicuro. Ma, a Varese e in provincia, a questo si aggiunge la preoccupazione per tante persone, per tante famiglie, che il lavoro rischiano di perderlo anche a causa delle difficoltà in cui versano l'aeroporto della Malpensa ed il suo indotto.
E questo è oggi per noi che celebriamo la festa di S. Vittore certamente motivo di preghiera, ma non può non essere anche, da parte di tutti, motivo di impegno, di attenzione e di solidarietà verso chi il lavoro non ce l'ha più o minaccia di perderlo.
Ma c'è anche un ulteriore aspetto nella Festa di S. Vittore 2008 che in primo luogo interpella sicuramente la comunità cristiana, ma che tocca da vicino anche tutta la città. Il 22 marzo del prossimo anno l'Arcivescovo, card. Dionigi Tettamanzi, terrà a Varese una solenne celebrazione che rappresenta il momento conclusivo della visita pastorale che egli farà nel nostro decanato.
La visita pastorale del Vescovo è un momento importante nella vita della comunità cristiana perché egli è il segno visibile dell'unità della Chiesa e la sua venuta dice la vicinanza, la partecipazione che il capo, il pastore della Diocesi, vuole avere nei confronti della chiesa locale e dei suoi problemi.
Proprio in preparazione a questo momento, il sottoscritto, Decano di Varese, è impegnato - e proprio a partire da oggi con una celebrazione nella Parrocchia di S. Martino a Malnate - a visitare e incontrare tutte le parrocchie della città e del Decanato.
Questa, dunque, è una seconda circostanza per la quale invochiamo la preghiera e l'intercessione di S. Vittore, perché la visita dell'Arcivescovo sia davvero l'occasione per rinsaldare i legami della comunità e, quindi, spinga sempre più alla collaborazione, a lavorare insieme per il bene comune.
mons. Gilberto Donnini