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Articolo 06/01/2008

LA FESTA DELLE GENTI


Stasera alle 18, nella chiesa parrocchiale di Biumo Inferiore, si celebra - come tutti gli anni - una S. Messa alla quale prendono parte gruppi di cattolici presenti nella nostra città ma provenienti da paesi (e addirittura continenti) diversi: quelli, insomma, che comunemente vengono chiamati gli "immigrati". E questo perché - in coincidenza con la festa dell'Epifania che parla di rappresentanti di popoli lontani che sono andati ad incontrare Gesù appena nato - si vuole sottolineare l'universalità della fede cattolica con un momento di preghiera e di festa chiamata, appunto, la "festa delle genti".
E questo richiama immediatamente alla nostra attenzione un fatto: contrariamente alla convinzione molto diffusa che tutti, o quasi, gli immigrati siano "marocchini" o comunque islamici, anche a Varese molti immigrati sono cristiani e un buon numero addirittura cattolici.
Evidentemente è difficile fare un censimento da quest'angolo di visuale, tuttavia sembra che, con buona approssimazione, circa una metà almeno degli extracomunitari presenti appartengano alla fede cristiana; in qualche parrocchia della città, sono addirittura la maggioranza.
I gruppi più consistenti provengono dall'America latina dove la fede cattolica è ampiamente maggioritaria, dallo Sri Lanka dove esiste un buon numero di cattolici, sono Albanesi cattolici, badanti ucraine (in maggioranza di fede ortodossa ma comunque cristiane) incontrate in gran numero anche nel corso delle benedizioni natalizie.
Queste constatazioni pongono un duplice problema: per chi arriva il problema di inserirsi nella nuova realtà non solo dal punto di vista civile (lavoro, casa, ecc.) ma anche dal punto di vista della partecipazione alla vita di una comunità religiosa. Per noi, per le comunità cristiane, il problema di come inserire pienamente nella loro vita e nella loro attività queste persone che vanno accolte non solo come "stranieri" per un gesto di carità, ma innanzitutto come fratelli e sorelle nella fede.
D'altra parte, nei registri di battesimo delle parrocchie cominciano ad apparire nomi e cognomi non italiani; si celebrano matrimoni tra persone appartenenti a paesi diversi o anche matrimoni tra loro di immigrati cattolici; c'è una presenza ormai visibile anche alla Messa domenicale. E l'inserimento nella vita della comunità si manifesta con la presenza dei bambini all'oratorio feriale estivo (al quale - è interessante notarlo - prende parte anche qualche bambino islamico), ai doposcuola organizzati in diversi oratori della città, ma anche nel volontariato pratico (pulizie, ecc.) di donne che, in alcune parrocchie, si sono anche prestate volontariamente.
A Biumo Superiore, tra l'altro, esiste anche un catechista albanese per gli albanesi che non parlano ancora l'italiano e, in alcuni consigli pastorali parrocchiali, è presente un rappresentante degli stranieri cattolici della parrocchia.
Un panorama variegato e complesso che comincia ora a muovere i primi passi, ma che ci sembra vada guardato con attenzione con simpatia per vedere cosa si può fare di più e di meglio.

mons. Gilberto Donnini