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Articolo 23/09/2007

GIOVANI E POLITICA


All'inizio di questo mese (l'1 e il 2 settembre) si è tenuto a Loreto l'incontro del Papa con i giovani (una settantina provenivano dal decanato di Varese) che si è rivelato una grande cosa, anche inaspettata, non solo nelle dimensioni, ma anche e proprio nella profondità delle riflessioni fatte che crediamo abbiano qualcosa da dire a tutti e che sia opportuno, quindi, che vengano conosciute.
"Il mondo deve essere cambiato - ha detto Benedetto XVI - ma è proprio la missione della gioventù, cambiarlo". A partire da qui è uscito un dialogo intenso, forte, che è rimbalzato in televisione, con grande audience, ma, soprattutto, si è proiettato verso il futuro di questa nostra società in cerca di senso e di misura, in cerca di un ruolo per la gioventù che cerca - anzi reclama - orizzonti non banali e sa vivere esperienze forti, di fede, di testimonianza, di speranza.
Fatti che magari non fanno notizia, ma che fanno bene alla società, che danno sostanza all'invito del Papa perché i giovani siano "portatori di un vangelo non astratto, ma incarnato nella vostra vita".
E c'è stato spazio anche per la politica, nel dialogo dei giovani col Papa, una politica presa per il verso giusto, che è quello meno scontato, più lontano dalle polemiche sterili e quotidiane. Perché anche qui il Papa ha dato un orientamento preciso: "Seguire Cristo, cari giovani, comporta lo sforzo costante di dare il proprio contributo all'edificazione di una società più giusta e solidale, dove tutti possano godere i beni della terra".
Ha parlato di volontariato, di promozione del bene comune, di pace, di giustizia: la politica, l'impegno politico non può non far riferimento ai grandi ideali e, nello stesso tempo, alla coerenza della vita: "Non abbiate paura ad apparire diversi e di venire criticati per ciò che può sembrare perdente o fuori moda. Andate controcorrente, siate critici, siate vigilanti". E dà delle indicazioni esigenti: "Uno stile di vita sobrio e solidale; relazioni affettive sincere e pure; un impegno onesto nello studio e nel lavoro; l'interesse profondo per il bene comune".
E così si rovescia la prospettiva per cui "tutto sembra concentrato nei grandi centri del potere economico e politico" dove "le grandi burocrazie dominano e chi si trova nelle periferie realmente sembra essere escluso da questa vita".
Questo, però, alla lunga non regge, come dimostra - ad esempio - la questione ambientale. Proprio su questo terreno si può sperimentare una nuova prospettiva, un cambiamento di mentalità che parte dalla persona e arriva al bene comune della società: prima che sia troppo tardi, occorre adottare scelte coraggiose, che sappiano ricreare una forte alleanza tra l'uomo e la terra, per invertire quelle tendenze che rischiano di portare a situazioni di degrado irreversibile".
È la traccia di un impegno che vede i cristiani in prima fila, che tiene tutti insieme, in una "agorà" (come quella di Loreto) che si apre al mondo.

mons. Gilberto Donnini