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Articolo 09/09/2007
È iniziato ieri il Settenario dell' Addolorata, che ogni anno ritorna come un momento importante per la chiesa e per la città di Varese, da sempre devota a Maria Addolorata.
Un momento di preghiera, quindi, di preparazione alla festa, con una serie di appuntamenti e di celebrazioni per invocare su tutti noi e sulla nostra città la protezione di Dio per intercessione di Maria.
Ma vorrei, quest'anno, richiamare, in particolare, l'attenzione sul fatto che tradizionalmente, nel corso delle celebrazioni del Settenario, vengono anche ricordati gli anniversari, cioè momenti significativi nella vita di persone e di istituzioni in qualche modo legate alla nostra città. Ci sono sacerdoti che celebrano un anniversario della loro consacrazione sacerdotale (ad esempio i cinquant'anni di sacerdozio del parroco di Bosto, don Pietro Giola, lo stesso quarantesimo del Prevosto) oppure della loro consacrazione episcopale, come il card. Attilio Nicora che ricorderà domenica 16 settembre, a conclusione del Settenario, i trent'anni di episcopato.
Ma, tra tutti gli anniversari, sembra importante richiamarne uno in particolare: lunedì 10 settembre ricorderemo i quarant'anni di presenza a Varese delle Suore Figlie della Chiesa che risiedono nella chiesa di S. Giuseppe con il compito di tenerla aperta ogni giorno feriale per offrire, a chiunque lo desidera, la possibilità di un momento di adorazione dell'Eucarestia che è esposta in continuazione.
Questo vuol dire che in una chiesa centralissima di Varese, in un luogo di grande passaggio, viene offerta a tutti, in mezzo ai tanti e convulsi impegni del lavoro e dell'esistenza, la possibilità di un momento di sosta, di preghiera, di riflessione, di silenzio, di adorazione. Come dire: un pezzetto di spiritualità e di eternità inserito dentro nel cuore della nostra città.
Non è superfluo ricordare che questa iniziativa - come anche la presenza continua di un sacerdote confessore in Basilica o la fondazione dell'Istituto "La Casa" per la famiglia - è dovuta all'intelligenza pastorale del Prevosto mons. Enrico Manfredini che negli anni di presenza a Varese ha dimostrato intuizioni delle quali riconosciamo ancora oggi, a quarant'anni di distanza, la straordinaria validità.
Ma, parlando di mons. Manfredini, non possiamo dimenticare il suo continuo e forte richiamo all'azione missionaria della chiesa tradotto, poi, anche in azione concreta per l'iniziativa di un altro varesino, don Vittorio Pastori, che ha fondato "Africa Mission" con lo scopo di aiutare le popolazioni dell'Uganda, a partire dalla perforazione di pozzi per ricerca di un bene essenziale come quello dell'acqua.
Anche queste due persone e la loro iniziativa verranno ricordate la sera del 14 settembre, nel corso del Settenario, con un concerto del coro della "Scala" di Milano presso il teatro "Apollonio": un altro modo non insignificante di fare memoria di chi ci ha fatto del bene, e con le sue iniziative continua a richiamarci ai nostri compiti di uomini e di cristiani.
mons. Gilberto Donnini