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Articolo 03/06/2007

PAROLE SERENE


C'è una Chiesa di popolo, concreta, vicina alla gente, nella prima prolusione di mons. Bagnasco, all'assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana.
Una Chiesa missionaria che ha al suo centro Cristo, la persona reale di Gesù, così come lo ha presentato Benedetto XVI nel suo recente libro che sta avendo un grande successo.
C'è la questione di chi è l'uomo, c'è la Caritas, l'esperienza dei "centri di ascolto", c'è la vicinanza con quelli che non riescono ad arrivare alla fine del mese, con le giovani famiglie che non riescono a mettersi insieme perché si scontrano con la precarietà del lavoro e con un mercato immobiliare che non ha nessun rapporto con i normali stipendi. C'è, ovviamente, la famiglia, il recente "Family Day", frutto dell'iniziativa di laici convinti e protagonisti.
C'è, insomma, dietro le parole di mons. Bagnasco, una Chiesa che ha un "rapporto con la società italiana che resta significativo e rilevante, perché basato sulla reciproca conoscenza e su un ascolto autentico da entrambe le parti". C'è una Chiesa capace di parlare con serenità e franchezza, perché c'è bisogno, nella società italiana, di un "pacato, responsabile e costruttivo dialogo".
E mons. Bagnasco, in sintonia con il Presidente della Repubblica Napolitano, ha ribadito che la Chiesa - in tutte le sue articolazioni: preti e laici, parrocchie, movimenti e associazioni - vuole partecipare a questa stagione impegnativa, "risvegliando anche quelle forze spirituali e morali senza le quali un popolo non può svettare".
Mentre si discute di debolezza della politica e si registra un sentimento sempre più diffuso di malessere, il vero punto sta proprio nell'investire su tutto quello che fa crescere, che rappresenta l'identità e il futuro.
Per questo ognuno deve guardare in faccia la realtà, misurarsi con i problemi, con l'identità del nostro paese, delle nostre città, e farla crescere con coraggio ed apertura. Riconoscere che, nell'identità profonda della nostra realtà, a partire dalla famiglia, c'è una radicata eredità cristiana e che impegnarsi a salvaguardarla e svilupparla non significa rivendicare spazi e potere alla Chiesa o a qualche parte politica.
Sui valori e sui principi, sui grandi temi come la solidarietà, la famiglia, l'educazione, il valore della persona umana, anacronistiche contrapposizioni non hanno ragione di essere: saremmo solo tutti più deboli e più soli.

mons. Gilberto Donnini