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Articolo 25/03/2007

IL VOLONTARIATO A VARESE


Mi è capitata tra le mani in questi giorni la Guida 2007delle Associazioni del Volontariato sociale e sanitario del Distretto di Varese, edita dal Coordinamento delle Associazioni e dei Gruppi di Volontariato Socio-assistenziale e Sanitario della Città di Varese.
Soltanto scorrendo l'indice, ci si accorge di essere di fronte ad una realtà veramente impressionante: oltre 100 Associazioni (109 se ho contato correttamente) a Varese e 15 negli altri 12 Comuni del Distretto (Malnate, Casciago, Bodio Lomnago, Luvinate, Barasso, Galliate Lombardo, Lozza, Cazzago Brabbia, Brinzio ed Inarzo), dicono la presenza di una realtà di tutto rispetto, magari non sempre reclamizzata, ma invece presente e ramificata nella realtà del nostro territorio.
Un fenomeno, quello del volontariato, del quale si parla di sfuggita, magari tirandolo in ballo solo quando ci si accorge che gli interventi istituzionali non bastano e che ad alcuni problemi occorre "metterci una pezza".
Ma, soprattutto, uno dei fenomeni più significativi del nostro tempo. Mentre uno sviluppo diseguale e i processi di trasformazione in corso del lavoro, della famiglia e della società tendono a creare nuove povertà, con forme di disagio e di emarginazione che non trovano soluzione nei "soliti" interventi di assistenza, il volontariato vuole rispondere ai bisogni umani che si moltiplicano nel segno della gratuità, reagendo ad una mentalità individualistica, al rifugio nel privato, al prevalere dei valori economici e dell'arrivismo sociale: fenomeni che purtroppo stanno prendendo piede.
"Chiamati" dal bisogno altrui, i volontari (giovani e adulti, uomini e donne) si fanno prossimo agli esclusi, alle persone in difficoltà, mettendo a disposizione energie, tempo e competenze, coordinando le forze, creando servizi.
Si formano anche nuove aggregazioni dove alcuni, pur svolgendo il proprio lavoro e portando avanti la propria vita familiare, si ritrovano insieme per rispondere alle domande del territorio, partendo dagli immigrati, dai poveri e dagli emarginati.
Il volontariato intende superare le forme di aiuto occasionali e limitate (quelle delle emergenze di vario tipo, come alluvioni o terremoti) e si configura come un impegno stabile, per mettersi in vario modo a disposizione degli altri, avendo di mira non solo la liberazione dal bisogno, ma anche il tentativo di rimuovere le cause che lo provocano e lo alimentano.
E, in questa azione, viene esclusa ogni prospettiva di lucro (molte di queste realtà sono ONLUS) e talvolta si arriva ad autotassarsi per finanziare e sostenere le attività.
In questo impegno, laici e cristiani si ritrovano fianco a fianco, ma certo occorre non dimenticare che il cristianesimo è sempre stato sorgente inesauribile di ispirazione religiosa e spirituale per la costruzione di un "umanesimo solidale". Infatti, non poche volte l'ideale del Vangelo si trova all'origine del volontariato e sostiene il lavoro di tanti gruppi che, nel servizio del prossimo, esprimono la vitalità della loro fede.
Non possiamo che esprimere compiacimento ed incoraggiamento per questa realtà così presente e radicata anche nel nostro territorio varesino.

mons. Gilberto Donnini