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Articolo 24/12/2006

NATALE: UNA STORIA NUOVA


Scriviamo queste righe con ancora nella mente gli echi del concerto di Natale che, martedì scorso nella Basilica di S. Vittore, ha presentato esecuzioni dei bambini delle parrocchie di S. Vittore e di Masnago, del Coro S. Maria del Monte, del Coro Good News, del Coro 7 laghi e della corale di S. Vittore.
Queste magistrali esecuzioni di molti brani musicali provenienti non solo dall'Italia, ma anche da diversi altri paesi europei (Francia, Inghilterra, Galles, Germania, Cechia, ecc.) ci hanno ricordato, più di tanti discorsi le comuni radici cristiane dell'Europa: Natale ha lasciato una traccia profonda non solo nell'arte, ma anche nella cultura musicale di tantissimi popoli che, dalla venuta di Gesù, si sono sentiti interpellati e provocati.
Che cos'è, dunque, il Natale? È la rivelazione del progetto di Dio sull'umanità perché - così dice la fede - Dio è Amore (come ha ricordato Benedetto XVI), è Amore che si dona e che si è fatto uomo come noi perché anche noi potessimo ritornare ad essere suoi figli come Gesù.
Ma, da questa verità di fede, derivano alcune conclusioni.
Prima di tutto la dignità fondamentale della persona umana: chi fa violenza , umilia, emargina uomini e donne, fa tutto questo innanzitutto a Cristo. Tanti bambini defraudati della gioia della loro età, sono un insulto personale a Cristo che si è fatto bambino.
Una seconda conclusione non è meno fondamentale: Natale fornisce la chiave per decifrare misteri profondi della nostra esistenza. Tante volte ci si domanda angosciati: perché il dolore? perché l'umiliazione? E sembra che Dio non parli, non dia risposta a queste domande. Adesso, nel Natale, Dio parla. Anzi Dio si è fatto storia, è diventato uno di noi e soffre insieme con noi. Non risponde al perché del dolore, ma si è fatto l'uomo dei dolori. Non risponde al perché dell'umiliazione, ma si umilia. Non siamo più soli nella nostra solitudine, Egli è con noi; non siamo più solitari, ma solidali. Nel Natale viene narrata la storia di un Dio che si è fatto bambino e che invece di interrogare agisce, che invece di rispondere vive una risposta.
La notte di Natale - questa è la terza conclusione - pur nella sua oscurità, getta luce sulla storia umana e sul nostro destino. Il Presepe e la Crocifissione sul Calvario non sono avvenimenti che si esauriscono in se stessi, confluiscono nella Risurrezione. In questa ci ritroviamo tutti. Perciò non siamo condannati a consumare la vita in eventi dolorosi o assurdi, non siamo in balia del male, Dio non assiste impassibile alle vicende umane. In Gesù che nasce a Betlemme le condivide con noi.
E quindi vale la pena di vivere, nonostante tutto perché, con il Natale, nella storia umana ha avuto inizio un giorno nuovo e una storia nuova.
BUON NATALE A TUTTI!

mons. Gilberto Donnini